venerdì 4 dicembre 2009

A Copenhagen si lotta contro il tempo.
World Transport Policy and Practice sul COP 15

L'ultimo numero della rivista on line "World Trasnport Policy and Practice" è da ieri disponibile on line su www.eco-logica.co.uk. Ciclabilità, spostamenti per andare a scuola, sistemi di pianificazione del traffico tra gli argomenti trattati, ma quello che più vi può interessare è l'editoriale del direttore John Whitelegg sull'imminente vertice di Copenhagen che vi proponiamo in una traduzione integrale.


Journal of World Transport Policy and Practice, Vol. 15, No. 3

Editoriale

A pochi giorni dall'apertura del vertice di Copenhagen cosa vorrebbero dai politici tutti i nostri abbonati e collaboratori che ogni giorno lavorano alla vigna della sostenibilità dei trasporti?

Allo scopo di questa discussione risulta inutile soffermarsi sulla loro capacità o volontà di prendere delle decisioni; molto più proficuo è interrogarsi su quello che potrebbero fare se si assume che abbiano le competenze e la volontà per farlo. Prendiamo atto che il pianeta e tutte le specie viventi che lo abitano si trovano di fronte a un rischio di catastrofe particolarmente elevato conseguente al cambiamento climatico. Prendiamo anche atto che le possibilità di conseguenze drammatiche sono proporzionali alla quantità di emissioni di gas serra. Più gas serra produciamo e più la loro permanenza nell'atmosfera si prolunga, più alta è la probabilità che portino l'ecosistema verso questo scenario:

  • Blocco della corrente del Golfo con drammatici cali di temperatura nell'Europa Nord-Occidentale
  • Temperature atmosferiche più alte che causeranno un maggior rilascio dell'anidride carbonica adesso imprigionata nella tundra che andrà a incrementare ulteriormente in maniera non lineare la concentrazione di gas serra (effetto detto "runaway feedback").
  • Innalzamento del livello dei mari che cancellerà vaste zone costiere densamente popolate, come per es. le coste del Bangladesh.
  • Scioglimento dei ghiacci ai poli e sulle catene montuose con proporzionale riduzione delle aree che riflettono le radiazioni luminose e aumento di quelle che le assorbono.
  • Maggiore diffusione delle malattie veicolate dagli insetti.
  • Maggiore probabilità di disastri del tipo di Katryna.
  • Emigrazioni di massa dalle aree del pianeta più ambientalmente esposte.
  • Calo della produzione alimentare.

Possiamo naturalmente ignorare tutto questo etichettandolo come una cosa senza senso, ma in base a semplici considerazioni di calcolo della probabilità, dell'opportunità di adottare delle misure precauzionali e dei vantaggi derivanti dall'innesco di circoli virtuosi, tale atteggiamento di indifferenza sarebbe uno sbaglio. Abbiamo ormai una comprensione sufficiente dei problemi dei trasporti per renderci conto che affrontare il cambiamento climatico significa anche affrontare il problema dell'inquinamento atmosferico e ridurre i 3000 morti quotidiani conseguenti al nostro amore per quelle ingombranti scatole di metallo che si aggirano rombando per le nostre strade e le nostre vie. C'è molto poco da perdere da un programma su vasta scala di riduzione delle emissioni e molto da guadagnare.

In un mondo razionale, che si autotutela, preoccupato della giustizia sociale, della salute e della felicità sarebbe ragionevole aspettarsi che i leader politici riuniti a Copenhagen concordino su alcuni cambiamenti di base da apportare al modo nel quale funzionano l'amministrazione, la politica e la giustizia. Potremmo ragionevolmente aspettarci:

  • Un impegno a ridurre le emissioni da tutte le fonti, trasporti compresi, di un minimo dell'80% entro il 2050, nell'Unione Europea, negli USA, in Australia e in tutti i paesi OCSE.
  • L'adozione di una struttura di lavoro politica "senza scusanti". Tutte le modalità di trasporto dovranno ottenere una riduzione delle emissioni dell'80%, comprese automobili, camion, trasporti marittimi e aerei.
  • Tutte le riduzioni dovranno essere "reali" e non dovranno essere il risultato di fantasiosi calcoli aritmetici conseguenti al commercio di emissioni o all'investimento in qualche schema di "assorbimento di gas serra" avviati in qualche luogo lontano che permette il commercio dei crediti.
  • Tutte le modalità di trasporto dovranno internalizzare tutti i costi attualmente sulle spalle della collettività (viaggiare dovrà costare di più).
  • Le città dovranno essere riprogettate per favorire significativi incrementi degli spostamenti a piedi e in bicicletta e per riallocare lo spazio stradale in modo da destinare quanto più spazio possibile a modalità di spostamento a emissioni zero.
  • Le sovvenzioni pubbliche di ogni tipo ai treni superveloci, al trasporto aereo e al trasporto di merci su gomma dovranno cessare.


Quello descritto qui sarebbe sicuramente un buon inizio, ma naturalmente non si verificherà. I nostri leader politici non hanno la volontà di mettere in atto serie politiche volte a contrastare il cambiamento climatico e non pensano che un futuro a basse emissioni sia possibile o desiderabile.

In questo senso sposano esattamente la stessa posizione di quei politici che alla fine del XVIII secolo in Gran Bretagna, Francia e Olanda si opponevano all'abolizione della schiavitù. A quel tempo era possibile trovare forti argomenti a favore del mantenimento della schiavitù proprio come oggi è facile trovare forti argomenti a favore di uno scenario immutabile basato sui combustibili fossili, l'ipermobilità, la globalizzazione e il libero commercio. Il dibattito sulla schiavitù oggi sembra abbastanza vergognoso. Come potevano i politici più anziani e i grandi imprenditori dell'epoca essere a favore della schiavitù? Ma a tutti in effetti lo erano e parecchie votazioni al parlamento inglese bloccarono i tentativi di abolire la schiavitù per molti anni.

Questa è la situazione in cui ci troviamo alla vigilia di Copenhagen. Come possono i leader mondiali nascondersi, ondeggiare, scansarsi e non sostenere delle strategie di riduzione delle emissioni "senza scusanti" da mettere in atto quanto prima? Comunque, non le sosterrano e ancora una volta sarà vergognoso, ma questa volta lottiamo contro il cronometro della natura che non sappiamo se sarà disposta a concederci il lusso dei parecchi ripetuti tentativi che alla fine diedero ragione alla campagna contro la schiavitù.

John Whitelegg
Stockholm Environment Institute

John Whitelegg è docente di Sostenibilità dei Trasporti alla Liverpool John Moores University e di Sviluppo Sostenibile alla University of York's Stockholm Environment Institute, fondatore ed editore del Journal of World Transport Policy and Practice. E' Consigliere comunale a Lancaster e dirigente del Green Party nel North West England

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giovedì 3 dicembre 2009

All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto

E' da ieri attivo un nuovo forum sotto la New Mobility Agenda. Si chiama Biblioteca del Trasporto Insostenibile. L'idea è quella di creare un caldo e accogliente posticino che possa dare una decorosa definitiva accoglienza a tutti quegli articoli e fonti informative che parlano di quelle che pensiamo essere proposte dal fiato corto riguardanti l'ambiente e i trasporti - spesso ad alto contenuto tecnologico e raramente economiche - che si autopromuovono come "la prossima grande idea ecologica" per le nostre città e il nostro pianeta.

Dall'introduzione al forum:

La biblioteca del trasporto insostenibile (il posto ideale per l'eterno riposo delle cattive idee).

Qui proveremo a fornire, attraverso quello che speriamo siano degli esempi significativi, delle informazioni e delle indicazioni su progetti, proposte, e tecnologie relative ai trasporti che sono spesso presentati (o meglio, "spinti" in maniera spesso invadente) da quelli che ne trarrebbero profitto come dei sistemi per migliorare la sostenibilità - grazie al denaro faticosamente guadagnato dai contribuenti. Inutile sottolineare che si tratta spesso di progetti ad alto contenuto tecnologico e raramente alla portata di tutte le tasche, pubbliche o private che siano. Non c'è dubbio che in tutto quello che troverete selezionato qui potrete trovare un ben preciso riferimento a determinati valori e priorità, molto coerenti tra di loro e che potrete capire meglio leggendo i post di Nuova Mobilità (www.nuovamobilita.org).

Si tratta davvero di idee così orrende? Non è questo il punto. Al contrario sono quasi tutte molto interessanti sotto molti punti di vista, alcune sono geniali, molte sono il frutto di un duro lavoro, di lunghi processi di pensiero e di grandi visioni utopiche. Se ne avete il tempo, andate a vederle da vicino, ci potrebbero essere delle situazioni nelle quali potrebbero funzionare molto bene. Si tratta semplicemente che non le consideriamo come delle avanguardie in grado di portarci verso un sistema di trasporto sostenibile e un minor sovraccarico ambientale in considerazione dei tempi molto ridotti a nostra disposizione. Per questo obiettivo è necessario un approccio molto differente.

Se volete dare un'occhiata alla collezione che conta già un discreto numero di proposte la biblioteca si trova all'indirizzo http://groups.yahoo.com/group/TheNotSoSustainableTransportLibrary. E' un posto molto tranquillo aperto 24 ore 7 giorni su 7.

Ci piacerebbe avere vostre notizie su eventuali progetti e proposte che possano candidarsi alla prenotazione di un posto dove poter giacere in pace. Per questo potete mandare una mail a
TheNotSoSustainableTransportLibrary@yahoogroups.com
Per commentare uno qualunque di questi cari estinti potete mandare una mail sempre allo stesso indirizzo.

Altrimenti ci si può iscrivere al forum inviando una mail a questo indirizzo:

TheNotSoSustainableTransportLibrary-subscribe@yahoogroups.com
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Se invece vi dissociate perchè non vi piace tutta questa tristezza: TheNotSoSustainableTransportLibrary-unsubscribe@yahoogroups.com

Per finire, qui sul blog potete trovare sul menù di sinistra un box dal titolo "Allarghiamo gli orizzonti", tra le cui voci potete trovare anche questo nostro cimitero delle cattive idee, con un veloce collegamento all'ultima passata a miglior vita.

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Fondi pubblici per gli abbonamenti annuali ai trasporti milanesi

Da Muoversi Srl riceviamo questa segnalazione:

Il Comune di Milano ha indetto un bando per il cofinanziamento dell’acquisto di abbonamenti annuali ai mezzi pubblici da parte dei dipendenti di enti, aziende e associazioni di categoria localizzate sul territorio del Comune di Milano, con uno stanziamento di 400.000 € fino ad esaurimento fondi.
Il bando finanzierà il 10% del costo degli abbonamenti annuali ai mezzi pubblici urbani e interurbani per il vettore ATM.

MUOVERSI È IN GRADO DI OFFRIRE UN SERVIZIO DI GESTIONE COMPLETA DEGLI ABBONAMENTI IN AZIENDA DI FACILE ATTIVAZIONE ED UTILIZZO ANCHE PER SOLI 20 ABBONAMENTI.

Il Mobility Office è in grado di supportare l'azienda nell'erogazione degli abbonamenti ATM, TRENITALIA e LE NORD consegnando i titoli di viaggio direttamente presso i vostri uffici.

Il servizio è grado di gestire le richieste attraverso il web sia per i dipendenti con mail aziendali che per gli operai con sottoscrizioni telefoniche registrate attraverso il call-center dedicato.
Per le aziende che sceglieranno di utilizzare il Mobility Office Muoversi offre gratuitamente il supporto per la valutazione dei costi di partecipazione per l’azienda e la compilazione della domanda di partecipazione al bando.

Sul sito www.mobilityoffice.net potrete trovare tutte le informazioni sull'offerta.

CONTATTI

Mobility Office
Tel.:+39.02.3764.6010
Fax.:+39.02.7004.9290
Mob.:+39.338.6124.786
email:sales@muoversi.net
web:www.mobilityoffice.net

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mercoledì 2 dicembre 2009

Pedalare accende i cervelli.

Lo avete notato? Quasi tutto quello che riguarda la progettazione e i processi decisionali nel nostro inefficiente settore disfunzionale è terribilmente famigliare. Vengono decise le priorità, stilati gli accordi, definite le responsabilità, create le equipe di lavoro, messi a punto i calendari, date le istruzioni, identificati e applicati gli strumenti, discusse le osservazioni, organizzati gli incontri, scritte le relazioni, comunicate le raccomandazioni e tutto il processo si insabbia lentamente fino alla sua inevitabile conclusione, più spesso che no, tombola! Vecchia Mobilità! Ma se guardate da vicino il porcesso assomiglia molto a quele che vedevamo negli anni 50 del secolo scorso quando i nostri nonni progettavano e costruivano il casino nel quale ci troviamo noi ora.

Così la morale di questa storia è che abbiamo bisogno di approcci molto differenti per identificare e quindi cominciare a risolvere i più urgenti dei nostri problemi

Per fortuna se ne possono trovare in giro alcuni, e qui ce ne è uno per il quale potreste essere disposti a spendere qualche minuto. Lo chiamano NewAmsterdam Bike Slam, organizzato questa estate come avevamo già annunciato in questo post.

Lo Slam si è tenuto e gli organizzatori delle due sponde dell'oceano hanno prodotto un opuscolo illustrato che descrive in parte il processo così come alcune delle conclusioni alle quali sono giunti. Di seguito potete leggere il loro comunicato con il link per potere prendere visione dei risultati.



Una guida sul New Amsterdam Bike Slam


Mentre le squadre concorrenti al Bike Slam stavano lavorando sodo, progettisti urbani, politici dei trasporti, antropologi e attivsti di livello internazionale si incontravano l'11 settembre presso il Center fo Architecture per discutere i "Trend Globali nella Politica del Trasporto Sostenibile", in particolar modo per quello che riguarda New York.

Durante la giornata il pubblico prevalentemente americano ha potuto apprezzare diversi punti di visti di una moltitudine di relatori eccezionali che hanno espresso differenti opinioni e approcci, tra i quali il modo con il quale le città olandesi integrano i benefici economici nella pianificazione urbana; i gruppi di popolazione precursori di cambiamenti nella modalità di trasporto (donne ed anziani); e il legame strettissimo tra il crescente ricorso alla bici e la riduzione delle emissioni di gas serra. La cosa forse più interessante è che in questo campo è che i risultati raggiunti non sono indicatori di un successo finale che segna la fine del progetto, ma sono punti di partenza per ulteriori miglioramenti.


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Per scaricare l'opuscolo - http://www.aimsterdam.nl/bestanden/AIM-NABS

Continuate a pedalare. Non può farvi che bene.

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martedì 1 dicembre 2009

Maggioranze silenziose.

Trasporto pubblico? Biciclette? Pedoni? Car sharing? Car Pooling? Anziani? Disabili? Gente impossibilitata a muoversi? Spendere i nostri sudati soldi per loro? Boh... che bisogno c'è? Perchè preoccuparsi di problemi che riguardano dei piccoli gruppi marginali? Concentramoci sui VERI problemi, quelli della maggioranza. Noi automobilisti e le nostre automobili. Siamo la maggioranza dei trasporti.

Nel campo della mobilità umana non esiste alcun "vero problema". E quindi nessuna "vera soluzione". C'è solo, nel bene e nel male, una confluenza continuamente mutevole di un grande numero di problemi molto diversi, persone molto diverse, desideri molto diversi, quotidianità molto diverse, bisogni molto diversi, impedimenti molto diversi, priorità molto diverse, possibilità molto diverse, e decisioni molto diverse. E quindi scelte politiche molto diverse. E conseguenze molto diverse.

La vecchia mobilità vedeva la società essenzialmente come un insieme di lavoratori in marcia verso un mondo migliore, con lavori sicuri, orari fissi, percorsi ben definiti, che al mattino saltavano dentro la loro macchina per "spostarsi in sicurezza". Molto simpatico.

Tutti ben serviti dalle nostre "normali soluzioni di trasporto", cioè dalle nostre enormi, fisicamente e finanziariamente, infrastrutture che continuiamo a costruire e mantenerer per sostenere lo spostamento automobilistico privato (cioè lo spostamento su auto in gran parte vuote).

Qualcosa come l'ottanta per cento del budget dei trasporti nella maggior parte delle città del mondo viene speso per queste infrastrutture: ponti, strade, gallerie, svincoli, assicurazioni, prevenzione dell'incidentalità, e la lista potrebbe allungarsi moltissimo. La vita è bella.

Poi arrivano "gli altri", tra i quali: anziani, disabili, poveri, zone rurali, etc etc. E ovviamente i poveri vecchi e disabili che abitano nelle zone rurali.

Anche loro naturalmente hanno bisogno di essere serviti. Giustamente. Diamogli qualcosina qua e là. Ma la maggior parte dei nostri sudati soldi va ancora nella fornitura di infrastrutture di alta qualità alle "persone normali". Giusto, non è vero?

Scusate ma no, non è proprio così giusto. Anzi, è sbagliato al 100%. Perchè si tratta di una cosa macroscopicamente iniqua e incivile. E oltre a questo, si basa anche su un assioma sbagliato. Perchè?

Perchè la splendida visione della società dove io e te ce ne stiamo al volante con il vento che soffia nella nostra meravigliosa capigliatura dorata semplicemente non fa i conti con la realtà. Non lo ha mai fatto nel passato e mentre le nostre società invecchiano risulta sempre più alienante. Questa è la sorpresa.

La "maggioranza dei trasporti" non è quella che la maggior parte della gente pensa, compresi politici e pianificatori.

La maggioranza dei trasporti è composta da tutti quelli tra noi che sono sempre più maldestramente serviti dalle infrastrutture per le automobili che non lasciano alternative e che divorano la maggior parte dei nostri soldi di contribuenti. E ogni anno, con l'invecchiamento della popolazione questa maggioranza cresce di numero.

Ecco una breve lista generica di persone che fino ad ora compongono questa maggioranza troppo silenziosa:

  1. Chiunque nella vostra città o tra i vostri elettori non possiede un'auto
  2. Chiunque non può guidare
  3. Chiunque non può permettersi di possedere e gestire un'auto in proprietà (che costa un sacco di soldi DOPO aver già pagato le tasse)
  4. Chiunque non dovrebbe guidare per una diversità di motivi legati a limitazioni conseguenti all'età, alla salute mentale...)
  5. Chiunque viva in una grande metropoli e per ragioni di densità demografica, salute pubblica e qualità della vita urbana ha bisogno di un sistema di trasporto non basato sull'automobile.
  6. Tutti quelli che preferirebbero andare in giro a piedi, in bicicletta o qualche altra forma di trasporto condiviso e che non possono farlo perchè i loro soldi sono assorbiti dal sistema autocentrico che è fondamentalmente e finanziariamente incompatibile con queste modalità più dolci e salutari di muoversi.
  7. Tutti quelli che soffrono di qualche forma di disabilità che rende difficile o impossibile la guida di un'auto e persino l'uso del trasporto pubblico tradizionale.
  8. Chiunque si trova temporaneamente nell'impossibilità di potersi mettere al volante (stanchezza, nervosismo, qualche forma di intossicazione...)
  9. Tutti quelli che oggi si trovano isolati e impossibilitati a partecipare pienamente alla vita sociale perchè semplicemente non dispongono di un modo decente per spostarsi.
  10. E - non perdiamo di vista questo - in pochi anni anche voi!


Cosa si può fare per risolvere questo? Semplice, andate a votare!

Per sindaci, consiglieri, parlamentari che sono pronti a lavorare per la maggioranza dei trasporti. Per sindaci, consiglieri, parlamentari disposti ad unirsi alla maggioranza dei trasporti andando a lavorare e spostandosi con il trasporto pubblico, a piedi, in bicicletta, con il car sharing o con il car pooling. Meglio ancora se con una combinazione di tutte queste modalità.

E non votate per gli altri. Capiranno il vostro messaggio.


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PS: qualcuno potrebbe obiettare che pur trattandosi di un discorso interessante, l'unico modo per dargli delle basi è fornire delle cifre. Esattamente. Ma questo è un lavoro che va svolto su base locale, così ci auguriamo che questo venga fatto al più presto in modo da poter verificare ed utilizzare i risultati.

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lunedì 30 novembre 2009

Astuzia e candore

Fa sempre piacere trovare in giro per la rete delle buone notizie che riguardano la mobilità. Il piacere raddoppia quando si trovano in italiano. Se poi a darle è un organo di informazione generalista come Rai3 diventa difficile resistere a tentazioni feticiste aventi come oggetto il vostro pc.




Certo la buona notizia è che a Groningen certi problemi li stanno affrontando egregiamente, quella cattiva è che l'Italia non è l'Olanda, ma questa constatazione non deve diventare un alibi per giustificare l'inazione, ma piuttosto uno stimolo in più a cercare di imitare delle buone pratiche che portano a risultati tangibili. Non a caso il detto dice: candidi come colombe e astuti come serpenti e non, lasciateci passare il termine, coglioni come colombe e pigri come serpenti...

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Promemoria per il 5 dicembre

Il presente post come promemoria per chi si fosse scordato che il 5 dicembre alle ore 10.30 a Bologna, in via Santo Stefano 119, presso la Sala del Baraccano, si terrà la tavola rotonda organizzata dalla associazione NoAuto sulla pubblicità delle automobili alla quale parteciperanno gli Amici della Terra e l'Associazione dei familiari e delle vittime della strada. A moderare l'incontro Elisabetta Tramonto, caporedattore di "Valori".


I dettagli dell'incontro e della campagna promossa dalla medesima associazione sono già stati descritti in questo post: L'auto come le sigarette

Qui sotto una mappa per aiutarvi a raggiungere il luogo dell'incontro partendo dalla Stazione Centrale di Bologna (poco meno di 3 km). Zoomate al bisogno se la mappa non compare in una scala adeguata.


Visualizza convegno no auto 5.12 in una mappa di dimensioni maggiori


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