domenica 14 giugno 2009

Perchè Nuova Mobilità

Negli ultimi anni il tema della mobilità sostenibile è cresciuto di importanza nelle agende di politici, media e decision makers italiani. Nelle nostre città sono in continua crescita i servizi di trasporto alternativi all'automobile. Anche se offuscato dalle tematiche, spesso strumentalizzate, relative alla sicurezza urbana, il problema del traffico è percepito dall'opinione pubblica come uno dei principali nodi che le Amministrazioni Pubbliche dovrebbero affrontare e risolvere.

Quando però si tratta di passare dalle parole alle scelte concrete sembra che tra le intenzioni e gli obiettivi si erga un muro invalicabile. In proposito abbiamo la sensazione che i veicoli/km siano in aumento ovunque in Italia; se qualcuno è a conoscenza di qualche eccezione lo preghiamo di intervenire attivamente su questo blog. Saremo felicissimi di offrirgli tutto lo spazio che una notizia del genere merita.

Tutto dunque è da buttare? Dobbiamo rassegnarci all'idea che le nostre città moriranno nel traffico? Assolutamente no. Seppure isolati e minoritari, ci sono nel mondo numerosi casi di città grandi e piccole che grazie allo sforzo congiunto di cittadini, amministrazioni, mondo economico e associazionismo, hanno saputo invertire la tendenza al costante aumento del traffico riuscendo a coniugare il miglioramento della qualità della vita e dell'economia locale con le esigenze dell'ambiente e di una distribuzione più equa delle risorse.

E al di là di questi casi sporadici che grazie a sinergie createsi localmente hanno saputo fare la differenza ci sono OVUNQUE - nelle istituzioni, nel mondo del lavoro, nell'associazionismo, nei quartieri - persone che nel loro quotidiano si impegnano per progettare e realizzare un sistema di trasporto e di vita più sostenibile.

1. Scopo di questo blog collaborativo è quindi quello di favorire anche nel nostro paese la crescita di un approccio davvero multidisciplinare (non del tutto assente in Italia) nella gestione delle politiche dei trasporti attraverso lo stimolo e lo sviluppo di collaborazioni e contatti di lavoro a livello internazionale: Nuova Mobilità nasce infatti con l'obiettivo di offrire gratuitamente a chiunque una serie di contatti efficaci tra (a) città, istituzioni e cittadini italiani impegnati nei temi della sostenibilità dei trasporti, delle città e della vita e (b) tutto ciò che a livello internazionale si trova all'avanguardia in questo campo.

a. A questo scopo Nuova Mobilità è in contatto diretto con l'unico quotidiano internazionale specificamente dedicato al trasporto sostenibile, World Streets

b. Lo staff editoriale internazionale di World Streets e la sua rete di collaboratori esterni preparano ogni giorno, da Lunedì a Venerdì, uno o due (raramente tre) post su sviluppi e problemi di rilevanza su questo tema.

2. Contatti e relazioni di lavoro in Italia: il secondo obiettivo di Nuova Mobilità è quello di provvedere a garantire un costante flusso di informazioni e contatti tra tutti coloro impegnati o che desiderano impegnarsi nel processo di innovazione e di riforma dei sistemi di trasporto delle loro città, regioni e comunità: professionisti nella progettazione, realizzazione e fornitura di servizi di trasporto, urbanisti, mobility manager, ricercatori, associazioni, amministratori pubblici, singoli cittadini interessati a questi argomenti.

Per fare questo è necessario raccogliere una massa critica di partecipanti italiani. L'esperienza di altri gruppi di discussione e blog afferenti alla New Mobility Agenda ci dice che per tenere vivo il processo di discussione e confronto sono necessari almeno 100 partecipanti. Creare questa massa critica è uno degli obiettivi iniziali di Nuova Mobilità.

3. World Streets e Nuova Mobilità sostengono con decisione tutti i progetti e gruppi che mirano a rendere le nostre città e il nostro pianeta più pulito, più sicuro e più efficiente economicamente. Per fare queste cose sono necessari diversi tipi di approccio e noi li sosterremo tutti senza riserve.

Al di là di questo Nuova Mobilità concentrerà i suoi sforzi particolarmente in una direzione: quella di far conoscere, mettere in rete e sostenere progetti, politiche e approcci che mirano a ottenere radicali riduzioni del traffico in termini di veicoli/chilometro in un arco temporale che va dai due ai quattro anni. Tutto qua. Sufficiente per tenerci parecchio impegnati.


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Cosa non va con la "Vecchia Mobilità"

Facciamo una chiara distinzione tra quello che chiamiamo "vecchia mobilità" e "nuova mobilità". La differenza tra le due è piuttosto semplice. E sostanziale.


La vecchia mobilità è la forma che hanno assunto le politiche, le pratiche e le idee dei trasporti a partire dalla metà del ventesimo secolo, quando cioè vivevamo tutti in un universo che era, o perlomeno sembrava essere, libero da restrizioni. Ci serviva bene, anche se creava delle aspettative delle quali spesso non eravamo consapevoli. Era un mondo molto diverso. Ma quel mondo è finito. E non tornerà più.

Il pianeta era enorme, gli spazi immensi e aperti, l'energia abbondante ed economica, le risorse infinite. L'"ambiente" non era una cosa di cui preoccuparsi, il "clima" riguardava solo le previsioni del tempo, la tecnologia era in grado di affrontare qualsiasi cosa con un costante flusso di soluzioni, i costruttori riuscivano a risolvere i problemi che creavano gli ingorghi espandendo infinitamente la capacità stradale nei punti critici, la crescita veloce e la sensazione eccitante che davano le continue innovazioni mascheravano una buona parte di quello che in fondo non era così positivo.

Ma questa non è la realtà del trasporto del XXI secolo, soprattutto nelle nostre città che sono sempre più poveramente servite non solo dalle attuali infrastrutture; ma anche dal pensiero e dai valori che le ispirano. Allo stesso modo le aree rurali soffrono e si trovano sprovviste di una pianificazione coerente. Oggi viviamo in un universo completamente differente, e i limiti che prima non percepivamo nemmeno o ignoravamo, stanno emergendo come i blocchi costitutivi delle politiche e delle pratiche del trasporto in questo nuovo secolo.

E' il momento di cambiare. E il cambiamento deve cominciare da noi. Siamo noi il problema. Ma siamo anche parte della soluzione.

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Nuova Mobilità - Mission

Il "Piano A", con la sua enfasi sull'offerta, i veicoli e le infrastrutture è stato favorito nei processi decisionali e negli investimenti nel settore durante gli ultimi 70 anni. E' ben conosciuto ed è facile capire dove ci sta portando. Responsabile di qualcosa come 1/5 di tutte le emissioni di gas serra, costa un patrimonio, prosciuga le riserve mondiali di petrolio... il piano A è un evidente fallimento. E' tempo del Piano B.

Questo blog non è esattamente ciò che si potrebbe definire una fonte di informazioni neutrale. Abbiamo una posizione ben definita su quelle che sono le politiche dei trasporti e le progettazioni e gli investimenti che ne conseguono, risultato di una lunga esperienza di lavoro e osservazione nel settore in diverse città di tutto il mondo. Non sarebbe però onesto reclamare la paternità esclusiva di questo punto di vista; in effetti si tratta di un distillato di anni di contatti e collaborazioni con colleghi e politici dotati di grandi vedute in diverse parti del mondo. E' condiviso, almeno in buona parte, da molti dei nostri più stimati colleghi.

E' semplicemente doveroso per noi definire proprio ora al suo nascere la filosofia ispiratrice di questo nuovo giornale sulla sostenibilità in modo da non lasciare spazio ad equivoci. La nostra posizione in questo campo è chiara: letteralmente, siamo di fronte a una grandissima emergenza planetaria che richiede un'azione immediata e prioritaria a livello dei centri decisionali della politica; abbiamo anche a disposizione gli strumenti che possono fare la differenza. Ma fino ad ora non stiamo affrontando queste problematiche al livello di intensità richiesto. Abbiamo bisogno di un piano di azione, di un piano B. Vediamo di cosa si tratta.


La New Mobility Agenda in breve

Il principale riferimento per tutti quelli che leggono queste pagine è il programma di lungo termine denominato New Mobility Agenda, uno sforzo cooperativo a livello internazionale centrato interamente sul trasporto all'interno e nei dintorni delle città. E' operativo dal 1988 grazie alla sua costante presenza su internet come uno dei pilastri del processo di costruzione di conoscenza condivisa che gli sta dietro. E con questo arriviamo alla conclusione:

virtualmente ci sono tutte le precondizioni necessarie per dei miglioramenti di grande portata, rapidi ed economici delle modalità con le quali le persone si spostano nelle città. I bisogni sono evidenti, sempre più compresi - e noi sappiamo cosa fare e come farlo. La sfida sta nel trovare la visione, la volontà politica e la leadeship necessarie a percorrere questa strada, passo per passo, deliberatamente.

Ma abbiamo anche bisogno di individuare una strategia globale, coerente, esplicita, etica e verificabile. Senza di questa siamo destinati a giocare un ruolo ai margini, e mentre potremmo annunciare un successo o un miglioramento qua e là, non si potrà avere quell'impatto complessivo necessario alla vostra città per rompere i vecchi schemi. Abbiamo davvero bisogno di questa strategia sistematica, chiara, coerente e onnipresente.

New Mobility Agenda fornisce una piattaforma pubblica per nuove riflessioni e strategie di problem solving collettive, coagulando le esperienze di più di mille studiosi, professionisti e politici nel campo provenienti da più di 50 nazioni in tutto il mondo, permettendo di condividere informazioni e di considerare collettivamente l'intero spettro dei problemi e delle soluzioni finali che costituiscono nel loro insieme la sfida della mobilità sostenibile in ambito urbano.

Da qui dove si va?
Per muoversi nella giusta direzione in tempo per salvare il pianeta e migliorare la qualità della vita della maggioranza della popolazione urbana del nosro pianeta - no, non tutti sono felici automobilisti; andate fuori e contate, ve ne accorgerete - abbiamo bisogno di una strategia coerente, saggia, unificata e in grado di essere trasmessa ad altri.

Ci possono essere altri modi, migliori si potrebbe sperare, di affrontare questa emergenza. Se è così siamo disposti ad imparare, fateci sentire quello che sapete. Questa è la sfida che la New Mobility Agenda e questo blog vogliono affrontare.


Enrico Bonfatti, Editore, Nuova Mobilità, Bergamo, Italia
Eric Britton, Editor, World Streets, Parigi, Francia

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