Nei decenni passati la legislazione sul traffico ha determinato il modo di progettare gli spazi pubblici ponendosi come obiettivo prioritario quello di favorire ovunque la mobilità individuale motorizzata migliorandone "fluidità" e sicurezza. Ma questo a spese della qualità e degli ambienti di vita delle persone.
In questo video prodotto dall' Isituto Shared Space dei Paesi Bassi nell'ambito di un progetto dell'Unione Europea vengono descritti i principi base, spesso controintuitivi,dello shared space, che prova a mescolare piuttosto che a segregare le varie funzioni degli spazi pubblici.
A noi latini non può sfuggire la corrispondenza tra le teorizzazioni dello shared space e la quotidianità di molti nostri centri cittadini, soprattutto in italia meridionale, dove durante l'ora dello struscio si vengono a creare parecchi "shared space informali", naturale conseguenza dell'inadeguatezza degli spazi urbani ad accogliere in sede separata il traffico urbano e la varia umanità pedonale che in quei momenti si riversa sulle strade.
Sembra superfluo sottolineare il senso di accoglienza e di socialità che ispirano tali luoghi, in contrasto con le strade delle periferie dove prevale la regolamentazione imposta dai codici della strada.
Commenti e articoli da parte dei lettori su questo argomento "rivoluzionario" e al contempo antico sono caldamente sollecitati.
Enrico Bonfatti.
Ancora sullo Shared Space:*Lo Shared Space Institute
* La battaglia per le strade
* In ricordo di Hans Monderman
* Perchè lo spazio condiviso è bello
giovedì 21 gennaio 2010
Lo shared space: contro ogni logica
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento
Grazie per il commento che vorrai lasciare. Potresti desiderare di tornare qui di tanto in tanto per verificare eventuali reazioni a quanto hai scritto. Se avete qualche domanda da fare scrivete a editore@nuovamobilita.org