Il carsharing in Gran Bretagna ha avuto una partenza lenta accumulando molto ritardo rispetto ai paesi più avanzati. Comunque negli ultimi 5/6 anni gli operatori del settore hanno acquistato una certa forza e stanno entrando nell'ambito di quelle che vengono considerate le pratiche quotidiane e le comuni innovazioni nel settore dei trasporti.
Perchè questo ritardo? Forse i britannici, tra gli abitanti delle nazioni OCSE sono i più affezionati all'auto in proprietà? Non credo. La causa potrebbe avere a che fare con l'ambiguità dei termini. Nel Regno Unito quello che il resto del mondo indica con il termine di carsharing è conosciuto come Car Club. Il termine Carsharing viene utilizzato per indicare il carpooling.
Qualunque sia il motivo il carsharing sta crescendo in maniera piuttosto accelerata in tutto il Regno Unito.
1. Storia
Il concetto di car club venne introdotto per la prima volta in GB nel 1999 ispirato dalle esperienze tedesche e svizzere nate agli inizi degli anni novanta. Un progetto pilota a Edimburgo ottenne nel 1997 un finanziamento dal governo scozzese e dal consiglio comunale e venne avviato nel 1999 facendo tesoro dell'esperienza della città di Brema. I car clubs hanno da allora costantemente guadagnato favore da parte dell'opinione pubblica, delle autorità locali, dei datori di lavoro e dei costruttori grazie alla loro provata capacità di garantire un'alternativa pratica, sostenibile e conveniente alla vettura in proprietà.
Negli ultimi anni la crescita è stata veloce ma concentrata soprattutto a Londra (vedi capitolo 2). Questo è il risultato di due fattori: il primo è l'attrattività di una grande concentrazione di utenza sia di tipo residenziale che economico il secondo la forte presenza del settore pubblico deciso a sostenere i propri progetti nel campo dei trasporti attraverso investimenti mirati che favorissero l'entrata del capitale privato in un settore di attività che richiede tempo per raggiungere un volume d'affari adeguato e quindi la possibilità di profitti.
Ci sono diverse località in Inghilterra, oltre a Londra, dove queste tipo di partnership tra pubblico e privato ha ottenuto dei successi. E' da queste esperienze che abbiamo identificato i fattori che favoriscono od ostacolano l'espansione del settore (Cap. 5).
Ci sono sempre più dato a sostegno dei benefici ambientali dei car clubs. Questi nel lungo termine vengon enfatizzati dalla scelta di molti membri di rinunciare definitivamente all'auto in proprietà - cosa che si ripescuote positivamente sulla salute e sul portafoglio portandoli ad utilizzare anche altre modalità di trasporto sostenibile. I dati riguardanti solo il cambio di comportamento mostrano che i car clubs hanno degli impatti significativi sulle emissioni. Il parco auto dei car club emette il 63% degli inquinanti dei veicoli privati che sostituisce..
In rapporto a una persona 'media', i membri dei car club effettuano più spostamenti con i servizi di trasporto pubblico, a piedi o in bicicletta, e molti meno spostamenti in auto, motocicletta, taxi (che costituiscono una percentuale variabile dal 16 al 23% degli spostamenti, contro il 66% della media).TRL 2009
Combinando gli effetti di un minor chilometraggio percorso con quello del ricorso a veicoli più efficienti i car club britannici ottengono un risparmio di emissioni di CO2 pari a 0.7-1.04 tonnellate per membro. L'equivalente di un viaggio aereo di A/R da Barcellona. (CarPlus 2009)
Gli operatori hanno già iniziato a utilizzare vetture a bassissime emissioni di CO2 (vedi i dettagli al cap. 4) e sono evidenti le potenzialità per la creazione di un network di car clubs parzialmente elettrificati nel medio/lungo termine. Ma al momento ci sono dei limiti pratici all'utilizzo condiviso di veicoli elettrici. C'è una certa resistenza all'acquisto di questi veicoli in parte dovuta all'investimento per l'acquisto o il leasing e in parte al tempo di ricarica necessario che ostacola il frequente utilizzo. I progressi della tecnologia dovrebbero ridurre la portata di questi problemi nel medio termine. Ci sono alcune progetti piloto che gli operatori stanno portando avanti in questo campo, ma finora l'enfasi viene posta sulle auto ibride.
A una recente conferenza della Low Carbon Vehicle Partnership, un portavoce dell'industria automobilistica ha dichiarato che in futuro molte vetture (e batterie) saranno parte di un servizio fornito al cliente piuttsoto che beni oggetto di compravendita, e questo potrà portare a migliori sinergie con la filosofia di gestione dei car club. In futuro non sarà insolito per il consumatore effettuare degli spostamenti motorizzati utilizzando vetture in condivisione dotate della tecnologia più avanzata.
2. Statistiche dei car club britannici
3. Le buone pratiche
Gli esempi di buone pratiche possono aiutare le iniziative future. Inevitabilmente i primi pionieri dei car club si erano avventurati in aree sconosciute. Capire cosa si può imparare da precedenti esperienze, positive o meno, è un importante elemento che può aiutare i partner di un progetto ad avere successo.
3.1 Coinvolgimento delle autorità locali
3.2 Gli operatori
3.3 Car Clubs nelle aree rurali
C'è stato un programma di sviluppo per i Car Club nelle zone rurali portato avanti da Carplus grazie ai finanziamenti della Countryside Agency negli anni dal 2002 al 2005. Alcuni progetti pilota furono sperimentati nello Yorkshire e nel sudovest in diverse aree con la collaborazione di partner locali.
Parecchi operatori sono riusciti a rimanere in piedi dopo il termine del programma che aveva risorse limitate grazie all'impegno dei suoi membri, la dedizione dello staff e dei volontari e l'adozione di modelli innovativi low cost.
Questo settore che è presente anche in alcune aree urbane di piccole dimensioni come Oxford e Exeter è largamente rappresentato da realtà no-profit e rappresenta un elemento importante della realtà dei car club con un modello operativo diverso e tariffe generalmente più basse.
I car club più robusti di questo settore stanno sempre più lavorando in cooperazione per rinforzare la loro presenza sul mercato. Carplus ha recentemente collaborato al miglioramento dell'interscambiabilità degli schemi di questi car clubs.
4. Car Clubs e tecnologie a basse emissioni
Il parco auto dei car club ha sempre puntato verso veicoli a bassissime emissioni, principalmente attraverso l'utilizzo di utilitarie di piccola e media cilindrata, sia benzina che diesel. Il cliente è sempre più disposto ad accettare automobili con motori più piccoli. Per l'operatore le rate del leasing sono adesso più favorevoli. Infine visto che gli operatori sostituiscono le vetture ogni due anni, il parco auto diventa sempre più "ecologico".
Il parco auto ha una presenza significativa delle versioni meno inquinanti di auto molto popolari come Polo e Golf, Corsa e Astra, Fiesta, C1 e C3, Mini. Le auto di grossa cilindrata hanno tariffe di utilizzo più alte e sono di solito prenotate per scopi particolari che richiedono grande capienza e viaggi molto lunghi. Per una minoranza dei membri dei car club il marchio e il modello di auto è ancora importante e una piccola fetta del parco auto rispecchia questa esigenza (le BMW di Zipcar). Per un numero significativo di membri in città come Bristol e Brighton c'è sempre stata una limitata possibilità di scelta per spostamenti di famiglie o di gruppi numerosi in un veicolo di dimensioni confortevoli.
Un certo numero di operatori hanno provato o stanno provando veicoli ibridi come la Toyota Prius e la Honda Civic a Londra e in altre città. I primi tentativi di adozione di auto alimentate a GPL si sono interrotti. Hour Car di Hebden Bridge ha provato ad utilizzare veicoli alimentati da biocarburanti prodotti dal riciclaggio dei rifiuti organici locali. Non c'è una grandissima esperienza nell'utilizzo di vetture elettriche per i problemi già citati, ma una serie di nuove iniziative in quest'ambito sono in cantiere.
A Londra il borgo di Camden sta lavorando per adottare una vettura elettrica all'interno del car club di Hertz. Westminster ha aiutato Zipcar a introdurre 20 veicoli ibridi e un'auto elettrica nel suo parco auto
A York Whizzgo ha utilizzato per due anni una Toyota Prius dislocata presso la stazione ferroviaria.
Il comune di Bath in collaborazione con il NE Somerset Council e il City Car Club si è impegnato a introdurre sei auto ibride nel 2010 nell'ambito del programma UE "Civitas".
La città di Newcastle ha in progetto l'installazione di una stazione di ricarica da mettere a disposizione del car club di Option C.
A Oxford e hebden Bridge sono state utilizzate per un certo periodo auto alimentate da combustibili vegetali prodotti dal riciclaggio dei rifiuti.
5. Ostacoli e potenziali interventi pubblici in favore della crescita dei car clubs
5.1 Finanziamento
Nella fase di avvio di un car club l'ostacolo più grosso è caratterizzato spesso dalla mancanza di un investimento adeguato e dalla disponibilità di una rete di posti auto su strada. Il finanziamento è necessario per coprire i costi della modifica del regolamento del traffico e del tempo del funzionario pubblico incaricato del processo. Anche il costo del tempo dello staff (sia i dipendenti dell'amministrazione locale sia della realtà esterna come per esempio Carplus) è critico per la fase di avvio.
E' importante assicurarsi che tutti i settori dell'amministrazione pubblica vengano coinvolti (mobilità, progettazione urbana, gestione dei parcheggi, gestione risorse umane) e che i potenziali partner vengano incoraggiati a investire nel progetto. Questo è particolarmente importante in città di piccole dimensioni dove la fattibilità dello schema nelle sue fasi iniziali dipende largamente dalla volontà dei datori di lavoro di impegnarsi ad utilizzare il servizio fin dall'inizio.
Molti dei car club cittadini più solidi sono stati avviati dopo un finanziamento da parte dell'Unione Europea o da altre fonti esterne: Civitas, LTP, S.106, Air quality, Target.
Per dare più forza agli schemi di car club in città dove sono già avviati ed esiste una partnership pubblico-privato di solito raccomandiamo di seguire le linee guida adottate da Transport for London per finanziare l'allargamento dei car club nei borghi di Londra.
I finanziamenti per gli schemi da adottare nei borghi londinesi sono soggetti a gare di appalto annuali da parte di Transport for London che ha intenzione di sostenere propositi ben organizzati di dedicare dello spazio stradale a posti auto e a segnaletica dedicata e alla promozione del servizio. Viene anche prevista una modalità di finanziamento di iniziative pilota che applicano delle innovazioni in una situazione particolare per capire la loro applicabilità a un contesto più ampio. Questo ha favorito la crescita delle adesioni ai car club e degli invetimenti degli operatori, in particolari nelle più difficili condizioni dei borghi più periferici.
5.2 Finanziamento per l'innovazione
I Car clubs sono un catalizzatore che favorisce il cambio di comprtamento e un mezzo per assicurarsi un impegno a lungo termine e l'espandersi di altre iniziative. Le autorità locali che hanno adottato i car club come parte integrante di una più ampia strategia dei trasporti sono state in grado di inserire la progettazione dei car club nei nuovi insediamenti abitativi, nelle nuove aree di parcheggio, nelle nuove infrastrutture di trasporto, ma molte di queste iniziative hanno richiesto un intervento nelle prime fasi di progettazione.
C'è ora la possibiltà di includere i car clubs nella progettazione di due importanti iniziative:
Nell'ambito dell'espansione della rete di punti di ricarica c'è la possibilità di sviluppare l'infrastruttura in favore dei car clbus, in particolar modo per i veicoli ibridi, come proponiamo più avanti.
Un approccio integrato è essenziale per chi voglia sviluppare iniziative di trasporto sostenibile nel settore pubblico e in quello privato. Un uso più ampio della tecnologia della smart card per il trasporto pubblico - comprendendo anche i car clubs - può modificare la percezione del settore come un elemnto della più ampia offerta di trasporto pubblico. Questo risultato è già stato ragginto in parecchie grandi città europee come Brema e Hanover.
L'intermodalità del trasporto pubblico e lo sviluppo di schemi di bike sharing possono anch'essi contribuire significativamente alla promozione dei car club presso settori di pubblico meno sensibili ai problemi ambientali - oltre a migliorare la fattibilità di operazioni di car club al di fuori dei centri cittadini.
5.3 Politiche di sostegno
Manca un quadro legislativo di riferimento a livello nazionale che può causare una mancanza di riconoscimento politico che i car club meriterebbero per avere successo come iniziative di avanguardia. Impedisce anche che i finanziamenti locali e il tempo di lavoro di funzionari locali venga dedicato a queste iniziative relativamente economiche.
C'è bisogno di una politica più chiara a sostegno dello sviluppo dei Car clubs. Questo è importante per diversi motivi:
5.4 Consulenza e aiuto
Lo sviluppo di un car club è un processo complesso ostacolato dalla mancanza di esperienza e di conoscenza delle buone pratiche. Le risorse limitate di Carplus attualmente restringono la nostra possibilità di consulenza che è fornita solo alle autorità locali e altri portatori di interessi che operano effettivamente sul campo.
5.5 Consapevolezza
E' necessario un alto livello di consapevolezza tra i potenziali utilizzatori per garantire una buona partenza del servizio. Benchè gli operatori siano responsabili del marketing, c'è bisgno di integrare i car club in campagna di sensibilizzazione governative e di sostenere a livello nazionale e in maniera coordinata, attraverso i media e internet, il concetto di car club.
# # #
Carplus è una fondazione nazionale che promuove l'uso responsabile dell'automobile. Come organizzazione imparziale lavora in collaborazione con autorità locali, progettsti, datori di lavoro e realtà locali per sostenere lo sviluppo di una rete nazionale integrata di car clubs come parte di una più ampia politica di mobilità sostenibile.
Antonia Roberts è direttore di Carplus. Presente nell'organizzazione fin dal suo avvio nel 2000 Antonia è responsabile della disseminazione di buone pratiche di carsharing all'interno dell'organizzazione. Attualmente si occupa di progetti in collaborazione con il Dipartimento dei Trasporti e con Transport for London e di gestione del lavoro di ricerca per diverse autorità locali in tutta la Gran Bretagna. Ha messo a punto il Car Club Accreditation Scheme che comprende un'ampia raccolta di dati e di sondaggi per il mondo del lavoro. Si è anche occupato della produzione di guide online, di seminari di aggiornamento per funzionari pubblici, di creazione di materiali per il marketing.
National vs. County E-Mobility Readiness in Kenya
1 settimana fa
Nessun commento:
Posta un commento
Grazie per il commento che vorrai lasciare. Potresti desiderare di tornare qui di tanto in tanto per verificare eventuali reazioni a quanto hai scritto. Se avete qualche domanda da fare scrivete a editore@nuovamobilita.org