Quello che segue è secondo me un classico esempio di etica calvinista. Nei paesi della controriforma si è poco abituati a far seguire alle parole i fatti, soprattutto se questi coinvolgono scelte personali. Abbiamo sempre qualcuno da qualche parte disposto a perdonarci. E se per caso qualche spostato si ostina ad essere coerente, sono solo fatti suoi. Ecco invece la storia di un sindaco americano che a 70 anni suonati si è disfatto dell'automobile.
Questo racconto ha come oggetto il "governo tramite l'esempio". Speriamo che sia il primo di quella che ci auguriamo una lunga serie di come sindaci e amministratori pubblici riescano a indicare la strada da intraprendere attraverso le loro azioni quotidiane: il sindaco di Berkeley Tom Bates all'inizio di quest'anno ha deciso di vendere la sua automobile e da allora è andato in giro solo grazie a un mix di strumenti della nuova mobilità: dal camminare al trasporto pubblico al car sharing. E gli piace pure! Ma pensa!
Per la storia completa di un sindaco che ha perso 10 chili da quando ha iniziato la sua dieta sostenibile cliccate su questo articolo a cura di Maria L. La Ganga sul Los Angeles Time dell'8 agosto.
Quelli che seguono sono alcuni estratti per farvi incuriosire:
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"... se non si sbriga perderà il suo treno e farà tardi alla prima riunione di una lunga e impegnativa giornata da sindaco della sua città della costa ovest
Quattro mesi fa questo argenteo settuagenario vendette la sua amata Volvo S80 T6 - la sua 26esima auto - e si partì per una nuova avventura: alleggerire ulteriormente la sua già magra impronta ecologica.
Bates è stato sensibile alle tematiche ambientaliste almeno dal momento nel quale i suoi due figli adulti hanno cominciato ad averne coscienza, separando e riciclando i rifiuti molto prima che i comuni iniziassero la raccolta differenziata porta a porta. Ultimamente sente il bisogno di coinvolgere altre persone: "Quando si raggiunge la mia età si pensa molto a come si vuole spendere il tempo che rimane" dice. "C'è così tanto da fare a questo mondo. Voglio fare quello che posso contro il cambiamente climatico e il riscaldamento globale."
Prima della fine dell'anno vuole sfidare i suoi colleghi in una competizione nella quale ciascuno fa un inventario delle proprie abitudini "verdi" per poi renderle pubbliche. La sua speranza è di convincere i comuni consumatori della possibilità che tutti abbiamo di contribuire al taglio delle emissioni di CO2.
"L'azione di un singolo fa la differenza? Probabilmente no," dice. "Ma se tra i 6 miliardi di persone che vivono sul pianeta un miliardo comincia a fare qualcosa, questo sì che la fa. Provate a essere il cambiamento che cercate. Non era Gandhi che diceva qualcosa del genere?"
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Se volete scriverci per raccontarci di un amministratore pubblico o qualche altro rappresentante eletto dal popolo che ha intrapreso questo cammino, fatelo. Il mondo ha bisogno di sapere. Abbiamo bisogno di eroi veri in un mondo vero.
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